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Un cane antichissimo

Basenji tricolor

I primi esemplari di Basenji furono portati dalle sorgenti del Nilo in dono ai Faraoni dell'antico Egitto, millenni prima di Cristo. Il cinologo Paolo Arbanassi scrisse: "Il Basenji era ben noto nell'antico Egitto, tanto che in molte tombe della IV Dinastia, risalenti al 3600 a.C., lo troviamo raffigurato accucciato presso la sedia del padrone."

Passano i millenni e del Basenji se ne perdono le tracce. Se ne inizia a riparlare verso il 1870 quando questa razza fu tenuta in nuova considerazione dalle tribù che popolavano i territori tra il Sudan e il Congo. La storia racconta che nel 1895 il Basenji fece la sua prima comparsa in Europa.

Altre importazioni si susseguirono e la razza iniziò a conquistare i cinofili inglesi. In America il primo Basenji fu importato nel 1941 e subito dopo in Canada.

"Non abbaia, ma non è un cane muto; il suo speciale verso è un misto di chortle e yodel."

Notevole il suo innato senso del pulito. Una razza intelligente, indipendente, ma affezionata e sveglia. Può essere riservato con gli estranei.

Primo piano di Basenji

Lo standard

Aspetto generale

Cane dalla costruzione leggera, fine ossatura e aspetto aristocratico, alto sugli arti se si considera la sua lunghezza, sempre equilibrato, attento e intelligente.

Testa rugosa, con orecchi eretti, fieramente portata su di un collo ben arcuato. Lo sterno profondo risale fino ad un fianco ben definito; la coda strettamente arrotolata presenta l'immagine di un cane molto armonico dalla grazia di una gazzella. Non abbaia, ma non è un cane muto; il suo speciale verso è un misto di “chortle” e “yodel”. Notevole il suo innato senso del pulito. Una razza intelligente, indipendente, ma affezionata e sveglia. Può essere riservato con gli estranei.

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